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Gres porcellanato o ceramica? Le differenze che contano davvero

Redazione Gresio · pubblicato il 7 Agosto 2026 6 min di lettura Condividi
Risposta breve

Il gres porcellanato È una ceramica: la differenza sta nell’assorbimento d’acqua. Il gres assorbe meno dello 0,5% (norma ISO 10545-3), la monocottura il 3-6%, la bicottura oltre il 10%. Meno assorbe, più il materiale è compatto: resiste a gelo, urti, macchie e calpestio. Regola pratica: a pavimento e all’esterno serve il gres; la ceramica tradizionale sopravvive solo come rivestimento di pareti interne.

“Ma questa è ceramica o gres?” è la domanda che sentiamo più spesso, e nasce da un equivoco che il settore non ha mai voluto chiarire fino in fondo: sono la stessa famiglia. Gres porcellanato, monocottura, bicottura, maiolica sono tutti prodotti ceramici — argilla formata e cotta. Quello che cambia è quanto la cottura li rende compatti. E quella compattezza, misurabile con un numero solo, decide dove puoi posarli e quanto dureranno.

Una famiglia, tre figli: bicottura, monocottura, gres

La storia industriale aiuta a capire la gerarchia. La bicottura è la piastrella tradizionale: il supporto viene cotto una prima volta, poi smaltato e ricotto. Il risultato è leggero, poroso, con smalti brillanti — perfetto per le pareti, fragile per tutto il resto. La monocottura nasce negli anni ’70 per fare pavimenti: un’unica cottura a temperatura più alta, supporto più compatto, smalto più duro.

Il gres porcellanato è l’evoluzione finale: impasto di argille pregiate, feldspati e sabbie, pressato a forza altissima e cotto oltre i 1.200 °C fino a greificare, cioè a diventare quasi vetro. Il risultato è un materiale così compatto che l’acqua praticamente non entra.

Assorbimento d’acqua. Percentuale di acqua che il supporto ceramico assorbe rispetto al proprio peso, misurata secondo la norma ISO 10545-3. È il parametro che classifica le piastrelle: il gres porcellanato appartiene al gruppo BIa (assorbimento ≤ 0,5%), la monocottura ai gruppi BIb-BIIa (0,5-6%), la bicottura al gruppo BIII (oltre il 10%).

La tabella del confronto: dove ognuno vince e perde

Caratteristica Bicottura Monocottura Gres porcellanato
Assorbimento d’acqua (ISO 10545-3) > 10% 3-6% ≤ 0,5%
Resistenza a flessione bassa (~15 N/mm²) media (~30 N/mm²) alta (≥ 35 N/mm²)
Resistente al gelo no solo se dichiarato sì (ingelivo)
Uso a pavimento no sì, traffico medio sì, anche intenso
Uso in esterno no sconsigliato
Uso a parete
Taglio e foratura in posa facile media più impegnativo

Nota l’ultima riga: è l’unico punto della tabella dove il gres “perde”. La stessa compattezza che lo rende indistruttibile lo rende più duro da tagliare e forare: il posatore usa dischi diamantati e un po’ più di tempo, e i fori per i sanitari costano qualche euro in più. È un difetto vero, e preferiamo dirtelo noi prima che te lo dica il piastrellista.

Perché quell’0,5% cambia tutto

L’assorbimento sembra un dettaglio da laboratorio; in realtà è la radice di ogni differenza pratica. Facciamo il conto fisico più semplice di tutti, quello del gelo. Una piastrella bicottura posata su un terrazzo assorbe oltre il 10% del suo peso in acqua: su una piastrella da 1 kg, sono più di 100 grammi d’acqua dentro il supporto. Quando la temperatura scende sotto zero, quell’acqua gela e aumenta di volume di circa il 9%: la spinta interna sbriciola il supporto e fa saltare lo smalto. Nel gres, con meno di 5 grammi d’acqua per chilo, la spinta non ha massa su cui lavorare: per questo è ingelivo per costituzione, non per trattamento.

Lo stesso principio vale per le macchie (ciò che non entra non macchia), per la resistenza al carico (un supporto compatto flette senza rompersi dove uno poroso si crepa) e per la durata dello smalto: sul gres smaltato lo smalto aderisce a un corpo rigido che non lo tradisce.

Dove la ceramica tradizionale basta ancora

Onestà fino in fondo: se stai rivestendo la parete di un bagno interno, una bicottura di buona qualità fa il suo mestiere. A parete non c’è calpestio, non c’è gelo, non ci sono carichi: la porosità del supporto resta un problema teorico, e gli smalti della bicottura sono spesso bellissimi. Se trovi una ceramica da parete che ti innamora, non è un errore comprarla.

Perché allora nel nostro catalogo trovi solo gres porcellanato? Per una ragione di semplicità che è anche una convinzione: un solo materiale copre tutti gli usi — pavimento e parete, dentro e fuori, bagno e garage — senza doverti chiedere ogni volta “ma qui posso?”. La stessa collezione ti riveste la doccia e ti pavimenta il terrazzo. Con la ceramica tradizionale, ogni ambiente è una verifica; con il gres, la risposta è sempre sì.

Gres smaltato o a tutta massa: il gres non è tutto uguale

Dentro la categoria “gres porcellanato” convivono due costruzioni:

  • Gres smaltato. Supporto greificato + smalto decorato in stampa digitale. È lo standard moderno: grafiche fotografiche (legni, pietre, marmi), superficie protetta dallo smalto. La quasi totalità del nostro catalogo Cavallino Ceramica è così.
  • Gres a tutta massa (o colorato in massa). Il colore attraversa tutto lo spessore: una scheggiatura profonda si nota meno perché sotto c’è lo stesso colore. Si sceglie per usi commerciali estremi; in casa, lo smaltato di qualità è più che sufficiente e offre grafiche molto più ricche.

Un’avvertenza da consulenti: “gres porcellanato” sull’etichetta non è garanzia automatica di qualità. Controlla sempre che la scheda dichiari il gruppo BIa (assorbimento ≤ 0,5%) e le classi che servono al tuo ambiente — per i pavimenti, la classe antiscivolo R giusta stanza per stanza.

E il prezzo? Il conto svolto

Il luogo comune dice “la ceramica costa meno”. Vero solo in parte, e su cifre che sorprendono. Prendiamo un bagno con 10 m² di rivestimento: una bicottura economica da grande magazzino si trova a 15-20 €/m², un gres smaltato del nostro catalogo parte da 20-25 €/m² IVA inclusa. Differenza: 10 m² × 5 € = 50 € su tutto il bagno. La posa costa uguale (anzi, il taglio della bicottura è più facile, ma parliamo di dettagli), i trasporti uguali.

Cinquanta euro per avere un materiale che potrai vedere identico sul pavimento, che non teme urti di flaconi e soffioni, e che tra dieci anni non avrà lo smalto cavillato: per come la vediamo noi, è l’assicurazione meno cara dell’intera ristrutturazione. E il prezzo che leggi da noi è sempre al m² IVA inclusa, quindi il confronto lo fai su numeri finali, non su imponibili civetta.

Da dove cominciare

Tre mosse per non sbagliare materiale:

  • Parti dall’ambiente, non dal materiale. Pavimento, esterno, doccia, garage → gres senza discussione. Solo parete interna → puoi permetterti tutto, gres compreso.
  • Leggi due numeri in scheda: assorbimento ≤ 0,5% (gruppo BIa) e classe R adatta alla stanza. Il resto è estetica, e lì comanda il tuo occhio.
  • Tocca il materiale. Ordina i campioni (5 €, rimborsati al primo ordine): la compattezza del gres si sente in mano — peso, suono, freddo — prima ancora che in scheda tecnica.

Il catalogo completo è su gresio.it/shop: tutto gres porcellanato, tutto con scheda tecnica pubblicata, tutto a prezzo finale. Se un ambiente ti mette in dubbio, scrivici prima di ordinare: è il nostro lavoro.

Vuoi vedere il materiale vero? Il campione costa 5 € più corriere espresso ed è rimborsato con un buono sul primo ordine.
Come ordinare un campione